I consigli del professionista

Club, community, laboratori: come cambiano i locali (e come attrezzarli per seguire il trend)

C’è una nuova forma di ospitalità che si sta facendo spazio tra bistrot, bar, hotel e ristoranti: è quella dei club esperienziali.

Spazi ibridi e versatili, pensati non solo per servire un pasto o un drink, ma per creare relazioni, ospitare attività, stimolare la curiosità.

Se gestisci un’attività Ho.Re.Ca., probabilmente te ne sei accorto: le persone oggi cercano di più. Vogliono sentirsi parte, partecipare, essere coinvolte.

E la buona notizia è che non serve stravolgere tutto: serve attrezzarsi bene.

Cos’è un club? 

Il “club” di cui stiamo parlando non è un locale multifunzione qualsiasi, ma un luogo con:

  • una proposta culturale o creativa integrata, non occasionale (non “una volta al mese facciamo un evento”),
  • un’identità forte, spesso trasversale, tra arte, cibo, design, moda, pensiero, relazioni,
  • una community, che si riconosce nello spazio e nel modo in cui si vive,
  • un ritmo rilassato, lontano dalla logica “entra-consuma-esci”,
  • una dimensione ibrida, dove si può stare, osservare, creare, partecipare, anche senza acquistare nulla.
È un nuovo modo di vivere l’ospitalità in città: un luogo che unisce dimensione culturale e quotidianità, senza forzature. Qui si può partecipare attivamente — non solo assistere — a laboratori creativi, micro talk, listening session, sessioni di scrittura o lettura condivisa, incontri dedicati al vino, alla ceramica, alla stampa.
Il cibo e il beverage ci sono, ma non sono protagonisti: sono il filo che unisce tutto, un pretesto per stare, scoprire, condividere.
Base - Milano
Triennale Social Club - Milano

Perché oggi si parla tanto di club?

Perché le persone cercano luoghi che non le trattano da clienti, ma da individui curiosi. Spazi che non propongono solo consumi, ma contenuti.

Luoghi che mettono sullo stesso piano il gesto del mangiare e quello del disegnare, ascoltare, scambiare idee e molto altro ancora.

Uno spazio vivo, che cambia durante la giornata ma resta sempre sé stesso.

Non deve solo accogliere persone: deve essere attrezzato per ospitare esperienze.

Come si attrezza un club, davvero?

Se gestisci uno spazio che vuole evolvere verso questo tipo di accoglienza, non bastano sedie belle e tavoli pratici.

Serve una dotazione capace di accompagnare la trasformazione continua del luogo.

  • Arredi leggeri e mobili, che non impongano rigidezze ma invitino al cambiamento
  • Carrelli, espositori, superfici ibride per allestire micro-laboratori, mostre, momenti di scambio
  • Materiali tecnici, facili da pulire ma mai impersonali
  • Illuminazione modulabile, capace di adattarsi al passaggio da un laboratorio creativo a una listening session, fino a una cena condivisa.
  • Contenitori, supporti, elementi mobili: tutto ciò che serve per ospitare attività diverse ogni giorno.

In CHS selezioniamo forniture pensate proprio per questo: spazi dinamici, con anima.

E se sei un locale tradizionale?

Forse non vuoi diventare un club, ma puoi prendere ispirazione da questa visione per:

  • creare un corner attivo,
  • proporre una micro-rassegna,
  • trasformare una sala secondaria in un luogo di scambio.

Sono piccoli gesti che aiutano a fidelizzare, differenziarsi, raccontare qualcosa in più.

E con gli strumenti giusti, sarà anche più semplice da gestire.

In sintesi: il club non è un modello da replicare. È una possibilità da attrezzare.

L’Italia è piena di luoghi che stanno nascendo così: piccoli, curati, ibridi.

E chi lavora nell’ospitalità può scegliere se restare solo nel servizio, o partecipare a un cambiamento culturale, più profondo e più interessante.

Noi, nel nostro piccolo, forniamo strumenti per rendere questi luoghi possibili: mobili, carrelli, accessori, materiali, luci, superfici. Oggetti che non fanno rumore, ma creano possibilità.

Vuoi capire come attrezzare il tuo spazio per renderlo più vivo?

Parliamone. Nessun pacchetto preconfezionato. Solo soluzioni utili, per chi vuole trasformare il suo spazio in un’opportunità.

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